Viaggio spesso e ne vedo di tutti i colori. Questa storia mi ha veramente colpito e ho pensato di farne il primo invito alla riflessione del 2010.
E' la vicenda di un viaggiatore, disabile, che rimane vittima della burocrazia sommerso dalla quale questo Paese sta esalando i suoi ultimi respiri. E' ben raccontata da un altro passeggero dello stesso treno. Vi lascio il link al quale potrete leggere l'intero racconto: http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/cronaca/ragazzo-braccia/ragazzo-braccia/ragazzo-braccia.html#commentatutti.
Buona lettura e, come al solito, se avete due minuti, al di là del programma e dei voti di esame, commentate. Parlare di queste cose aiuta la crescita di tutti, anche se è profondamente amareggiante.

Ho provato a immedesimarmi nei ruoli giocati in questa tragedia del quotidiano. Le fatiche del disabile, che si trova il mondo contro. Soprattutto la sua difficoltà nell'esprimersi, nello spiegare le proprie ragioni. Il lavoro logorante del personale viaggiante delle ferrovie, che si trova costretto quotidianamente a saltare da un treno all'altro e a doversi prodigare in un gioco di guardia e ladri senza fine capace di far perdere un minimo senso della misura. Il ruolo giocato dalle forze dell'ordine, che ne vedono ogni giorno di cotte e di crude e che - legittimamente - si preoccupano solo di portare a casa il magro stipendio, possibilmente senza farsi carico di altri problemi oltre a quelli di tutti i giorni. Il viaggiatore indignato, che vede interrotto il proprio relax da una scena che ai suoi occhi appare come un colpo allo stomaco. Viaggiatore che per di più assiste impotente alla impossibilità di dare un nome e un cognome a coloro che lo stanno schedando. E' davvero un quadretto grigio e nauseante. Vi sono regole. Le regole vanno rispettate. Il personale viaggiante sul piano formale aveva perfettamente ragione. Qual'è la sostanza però ? Quella di una società di individui, che agiscono singolarmente. Una prospettiva atomistica in cui si è perso il senso della comunità. Qualcosa che va oltre le semplici regole. (AnonimoFrares)
RispondiElimina