Con un post un po' diverso dal solito, Vi invito a leggere un articolo apparso ieri sul quotidiano locale di Treviso, e segnalatomi da un Vostro collega.
Leggendolo, il riferimento va all'inqualificabile atto di domenica scorsa: come è ormai noto, il nostro premier, dopo un comizio in piazza Duomo a Milano, è stato colpito in volto da una persona, nascosta tra la folla, ha riportato ferite, è stato portato in ospedale e sarà dimesso solo nel corso di questa giornata. Si tratta di un atto di intolleranza che ha da essere condannato, indipendentemente da quale sia lo schieramento politico a cui ognuno di noi si senta vicini.
Nell'articolo che Vi posto, la proposta della giovanile del PdL: una legge speciale per eliminare taluni partiti politici che fanno dell'intolleranza e della violenza la propria bandiera e il proprio programma.
Si chiede, in sostanza, di rispondere a un gesto di intolleranza con altra intolleranza. Ebbene, un buon insegnante, quale aspirerei a essere un giorno, è chiamato a spiegare ai propri ragazzi, prima delle nozioni del libro di testo, il sentimento della solidarietà e della umana coesione. Un sentimento, che si pone in antitesi con l'individualismo e con l'intolleranza che stanno, giorno dopo giorno, dall'una e dall'altra parte del mondo politico, funestando questo Paese.
Vi invito a riflettere su queste parole e sull'articolo che segue, e a commentare numerosi.
I giovani del Pdl di Treviso: abolire Rifondazione comunista e Italai dei valori (da Il Gazzettino, 15.12.2009)
TREVISO (15 dicembre) - Il movimento giovanile del Pdl di
Treviso intende portare all'attenzione del partito una istanza che chiede che venga varata una legge abolitiva «di quei soggetti politici che hanno come unico scopo l'inneggiare alla violenza e alla disobbedienza civile, che in Italia sono l'Italia dei Valori e Rifondazione».
«I giovani del Pdl non intendono più tollerare una politica che vede nella violenza fisica e verbale contro l'avversario il suo unico programma». I giovani si dicono quindi convinti della necessità «di un intervento istituzionale molto forte» che si traduca nella legge abolitiva.
«Porteremo ai rappresentanti politici del Pdl - è detto ancora - questa nostra istanza. Siamo a un punto di non ritorno in cui è necessaria la più ferma presa di posizione contro partiti che non hanno nulla a che fare con la democrazia: le parole di Di Pietro lo confermano. Risulta palese che l'obbiettivo di questi eversivi è quello di scatenare una vera e propria guerra civile».
Nicola Di Maio, coordinatore dei giovani a Treviso, spiega che non is vogliono eliminare i partiti che non la pensano come il premier ma «vogliamo mettere al banda, per legge, quelli che calunniano e infamano Berlusconi creando un pericolosissimo clima di odio che, come si è visto, può sfociare in atti di violenza».