Girovagando in internet ho trovato questo articolo: è comparso oggi su http://www.informazione.it/ ... mi sembra un interessante punto di partenza per alcuni spunti che vorrei approfondire con gli studenti vecchi e nuovi del corso, dopo l'estate, nell'anno accademico che va iniziando.
" Riforma del processo penale: si prospetta un autunno caldo
Roma, 27/08/2009 (informazione.it - comunicati stampa) Dopo la riforma del processo civile, nell'autunno sarà la volta del processo penale. Il Ministro della Giustizia Alfano ed il vicepresidente del CSM Nicola Mancino hanno già avuto occasione di affrontare il tema della riforma in modo estemporaneo, durante un dibattito a Rimini in occasione del Meeting dell'amicizia. Dopo le polemiche dei mesi scorsi, i due si sono guardati bene dall'entrare nel dettaglio, limitandosi a dichiararsi pronti al dialogo. La riforma del processo penale è un tema particolarmente complesso e ricco di insidie, come dimostrato dalle numerose polemiche sollevate dal tema delle intercettazioni, che oggi rappresenta uno strumento cruciale per l'acquisizione di notizie di reato e che dopo la riforma prospettata dal Guardasigilli - che tornerà in discussione a settembre - potrebbe finire per essere svuotato della sua efficacia ed utilità. Dopo la riforma dei primi anni novanta, che ha trasformato il processo di stampo inquisitorio del Codice Rocco usando come modello il processo accusatorio americano, i ritocchi normativi al codice di procedura - spesso, secondo alcuni, frutto di rigurgiti di una mentalità inquisitoria mai archiviata - hanno finito per mettere insieme un modello ibrido e pasticcione, dove lo schema lineare del processo accusatorio è stato inquinato al punto da spingere parte della dottrina a rimpiangere il vecchio modello inquisitorio garantito. E facile prevedere che si tratterà di un autunno caldo, con dibattiti molto accesi e probabili scontri frontali violenti, e non resta che sperare che attraverso le difficoltà si riesca a produrre una riforma sensata, che possa allontanarsi dalla logica dell'intervento tampone o d'urgenza e che sappia risolvere i veri problemi del processo penale nel rispetto delle garanzie dell'indagato così come degli organi inquirenti. Qualunque sia l'esito del dibattito, è certo che le riforme si faranno e che tutti gli operatori del settore dovranno abituarsi alle novità, studiando le innovazioni e sperimentandole sul campo. "
P.S. date le promesse di festeggiamenti con tanto di bollicine in occasione della riattivazione del blog, comparse ieri su facebook, mi aspetto un bel commento da uno dei fedelissimi delle lezioni di quest'anno...

L'argomento è scottante ma, è necessario ammetterlo, una riforma ci sarà: il governo, piaccia o meno, ha tutti i numeri per portare l'opera a compimento ed è quindi opportuno dare uno sguardo alle innovazioni.
RispondiEliminaPortare parità tra le parti nel processo penale è l'intento proclamato a gran voce dal Ministro della Giustizia e dal Presidente del Consiglio . Possibile? Lecito? Non spetta certo a me dirlo. Ciò che posso fare, però, è analizzare con voi le novità che verranno introdotte:
- rielaborazione dei rapporti di potere tra pm e polizia giudiziaria (a vantaggio della seconda)
- maggiori poteri in capo alle parti per quanto concerne la ricusazione del giudice (la famosa lettera h) aggiunta all'art 37)
- rapporti ogni trimestrali sull'attività dei magistrati e, per chi sgarra, sanzioni disciplinari.
- introduzione della digitalizzazione della giustizia anche per il processo penale
A proposito, per chi desiderasse leggere lo schema del disegno di legge: http://www.auge.it/notizie/notifiche_penali.pdf.
Sul merito della riforma ha già avuto modo di esprimersi il Csm con un parere non vincolante assai negativo: “Il provvedimento avrà effetti "gravi" sull'efficacia delle indagini. A rischio principi costituzionali come l'obbligatorietà dell'azione penale e la ragionevole durata dei processi.”.
Parole dure, certo non senza fondamento se si va a vedere gli interventi chirurgici operati dalla riforma. Al di là della auspicabile digitalizzazione del processo penale ( meno scartoffie e meno code in cancelleria faranno sicuramente bene), si rischia di avere un processo penale, non delle parti, ma in balia di quest'ultime e di poteri estranei all'amministrazione della giustizia.
Vedremo dove condurranno i lavori parlamentari dell'autunno.
Un autunno caldissimo quello che si prospetta per l'attuale maggioranza e, quindi, per l'Italia, tra promesse di riforme, vibranti proteste, la paura di scioperi imminenti, i delicati rapporti con la Santa Sede.
RispondiEliminaIn questo panorma variegato, il tema della giustizia penale. Tema scottante, modificare il processo penale significa incidere sulle libertà dei più e sull'applicazione dei precetti costituzionali. Discorso vecchio, che ho già fatto mille volte in diverse occasioni, ma sempre comunque estremamente attuale.
C'è da chiedersi quale sarà il quadro della riforma alla luce delle dichiarazioni del Csm: di fatto, il ddl del 6 febbraio 2009 contrasta con la Costituzione in alcuni punti. E allora occorre reperire un nuovo punto di equilibrio tra esigenze di riforma e tutela dei diritti costituzionali. Certo, le premesse (si pensi, da ultimo, alla microriforma del rito immediato) non sono, a mio avviso, incoraggianti. Chi vivrà, vedrà.
P.S. Luca, il link che mi hai segnalato non porta a niente. Sei sicuro che sia giusto?