martedì 1 settembre 2009

L'Esercito in città

Stamattina mi sono recato a Bologna, presso la Corte d'appello, per sbrigare alcune commissioni. Con mia grande sorpresa, all'ingresso del Palazzo che ospita l'Ufficio Giudiziario c'era l'esercito! Sì, ragazzi in tuta verde mimetica controllavano le entrate, chiedendo a chi passasse di posare cellulari e chiavi sul tavolino, se del caso, di aprire le valigette... sembrava un film di guerra.
Tornato a Ferrara, ho cercato in internet digitando su google le chiavi di ricerca "esercito tribunale bologna" e ho trovato questo articolo tratto da "Il Resto del Carlino" del 6 agosto 2009.

CITTA' SICURA
Obiettivi sensibili per 60 militariL'esercito sbarca in città
Sinagoga, aeroporto Marconi, Basilica di San Petronio, Tribunale e Corte d’appello. Sono le cosiddette ‘sedi fisse’ che dall’11 agosto sarannno presidiate dai 60 militari
Bologna, 6 agosto 2009 - Sinagoga, Aeroporto Marconi, Basilica di San Petronio, Tribunale e Corte d’appello. Sono le cosiddette ‘sedi fisse’ che dall’11 agosto sarannno presidiate dai 60 militari (piu’ altri 18 con funzioni logistiche e di controllo) assegnati dal Ministero dell’Interno a Bologna (si aggiungono ai 60 presenti al Cie). Il loro impiego per la vigilanza di siti ed obiettivi sensibili consentira’ di ‘liberare’ 44 uomini tra polizia, carabinieri, guardia di finanza e Corpo forestale per il controllo del territorio. Le disposizioni del governo prevedono che i soldati inviati a Bologna non siano destinati ad attivita’ di pattugliamento vero e proprio, ma non e’ escluso che dopo una prima fase sperimentale, la Prefettura, di concerto con il comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, possa chiedere di rivedere i numeri per avere qualche unita’ da utilizzare in maniera piu’ flessibile nella vigilanza della citta’.
A definire la mappa dei siti da affidare all’esercito e’ stato questa mattina il comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza (presenti per le amministrazioni locali il vicesindaco di Bologna, Claudio Merighi, e la presidente della Provincia Beatrice Draghetti) dopo una ricognizione degli obiettivi sensibili sottoposti a vigilanza fissa da parte delle forze dell’ordine, che, ammette il prefetto Angelo Tranfaglia, “non sono molti”. Al presidio della Sinagoga sono destinati 25 soldati in sostituzione dei 20 Carabinieri che, in quattro pattuglie rinforzate (di cinque unita’ ciascuna), sorveglieranno (in realta’ sono gia’ state fatte delle prove) aree della citta’ definite volta per volta a seconda delle esigenze. In questa prima fase pattuglieranno i giardini Margherita, il parco della Montagnola, l’area di piazza XX Settembre, galleria 2 Agosto e piazza dell’Unita’.

Altri 20 soldati si occuperanno della vigilanza del perimetro esterno dell’Aeroporto Marconi, consentendo il recupero di 12 unita’ di Polizia, Carabinieri e Fiamme gialle per il rafforzamento dei servizi di controllo interni allo scalo (Polizia di frontiera, respingimento clandestini, attivita’ doganali, controlli nei parcheggi e nelle aree limitrofe). La pattuglia del Corpo forestale (quattro uomini), che attualmente collabora alla vigilanza esterna del Marconi, si occupera’, di raccordo con i Carabinieri, delle aree verdi cittadine. Infine, sei militari saranno destinati alla sorveglianza fissa nelle ore serali e notturne della Basilica di San Petronio, altri otto concorreranno alla vigilanza dell’ingresso della Corte d’appello e del Tribunale. Sara’ cosi’ possibile sguinzagliare sul territorio due pattuglie dei carabinieri, una della Polizia di Stato, uno della Guardia di finanza, per un totale di altri otto uomini.
“Il nuovo meccanismo- conferma Tranfaglia- partira’ dall’11 agosto. Dobbiamo vedere in progress”. Il dispositivo del governo, consente l’utilizzo dei militari a Bologna solo su sedi fisse e non per il pattugliamento. “Questo- osserva Tranfaglia- ci avrebbe consentito una maggiore duttilita’ di utilizzo. Ma la legge consente ai prefetti di chiedere di rivedere i numeri per avere qualche unita’ su servizi diversi”. Freddo il Comune sull’iniziativa del governo. “Anche in sede di comitato- spiega Merighi- abbiamo sollevato il tema del taglio di tre miliardi al comparto sicurezza del governo. Quindi, staremo attenti a valutare che questa operazione che coinvolge l’esercito non nasconda un disimpegno sulla sicurezza. Manterremo altissima l’attenzione affinche’ i mezzi ci siano”.

I 44 uomini delle forze dell’ordine ‘liberati’ dall’arrivo dei militari sono in piu’ rispetto alle altre unita’ impiegate quotidianamente nel controllo del territorio su quattro fasce orarie: 12 pattuglie messe a disposizione dai commissariati di Polizia (Due Torri, Bolognina, Santa Viola), 28 pattuglie (di media) della volante, 12 gazzelle dei carabinieri, dalle quattro alle otto della Guardia di finanza. “A questo scheletro- precisa il questore Luigi Merolla- si aggiunge l’ulteriore muscolatura degli agenti in borghese dei commissariati”. Le tre pattuglie per turno della Mobile, piu’ i cinque-sei servizi straordinari a settimana incaricati del “controllo della movida” cittadina dalle 18 all’1-2 di notte.

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