domenica 6 settembre 2009

Il futuro dei ragazzi italiani

Mi pare particolarmente degna di nota la lettera di un lettore apparsa sull'ultimo numero del settimanale L'Espresso. Non riguarda direttamente argomenti giuridici, ma il futuro nei nostri giovani. Ed è ai giovani, principalmente, che questo blog è interessato. Dunque, mi pare opportuno riportarne il testo.

Generazione no future
Francesca, 25 anni, neo-laureata in legge, contratto a progetto per 800 euro al mese. Fa consulenza giuridica al telefono e vende assicurazioni on line. Eugenio, 34 anni, 110 e lode in scienze politiche, lavora da sei anni con contratti a progetto nella consulenza presso pubbliche amministrazioni, per conto di una multinazionale, a 1.100 euro mensili. Sta pensando di aprire una gelateria in Australia*. Riccardo, 31 anni, diploma linguistico, raggranella 500 euro al mese con traduzioni per varie pubblicazioni e prepara circa tre concorsi l'anno da quattro anni. Vivono da soli, in perfetta indipendenza, così come tanti coetanei europei. Solo che in Italia non hanno un futuro.

* = più volte ai miei studenti ho detto che vorrei aprire un ortofrutta a Ibiza, una pescheria in Polinesia, ovvero fare il barcaiolo in Birmania o, perché no, vendere cocco sull'Adriatico.

A Voi - studenti, laureandi, neolaureati, praticanti e precari di ogni genere - ogni commento.

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