Qualche giorno fa, la Professoressa Valentini mi ha segnalato un articolo che voglio sottoporre alla Vostra attenzione: è piuttosto scorrevole e racconta in maniera divertente un aspetto della nostra italianità.
Buongiorno. Facce da cult (di M. Gramellini), tratto da La Stampa del 2 settembre 2009
La malattia delle societa' vecchie e' il torcicollo. Al Festival di Venezia, in tv, nelle classifiche dei dischi: e' tutto un riesumare gli Anni 40, 50, 60, 70, ma ormai anche 80 e 90. Ogni generazione ha il suo Bombolo, il suo decennio da rivalutare e da rimpiangere, di solito quello coincidente con la propria gioventu'. Arrivera' quindi il giorno, e noi contiamo di esserci, in cui si comincera' a celebrare la melma nella quale viviamo. In cui ci tocchera' assistere a una retrospettiva sui film tratti dall'opera omnia di Moccia. Leggere l'elogio della Salerno-Reggio Calabria. Assistere al riconoscimento dell'alto valore culturale del Superenalotto. E ascoltare discorsi di questo tipo: «Ti ricordi l'Isola e il Grande Fratello? Che tv di qualita', mica le schifezze che danno adesso». «E il jet set? Corona, Belen, gente di classe che si faceva fotografare in mutande, non come quelli di oggi che vanno in giro senza». «Pensa che noi ragazzi guadagnavamo 700, qualcuno anche 800 euro al mese. Bei tempi! E i ricercatori senza santi in paradiso scappavano all'estero solo dopo la laurea, mentre l'altro giorno il figlio di un mio amico ha chiesto asilo politico all'India per iscriversi all'asilo». «I bagagli delle vacanze arrivavano a Fiumicino due giorni dopo l'aereo. Ora non partono neanche piu': io li lascio in albergo, un anno per l'altro». «Anche la politica, non c'e' paragone. Un leader di peso come Franceschini la sinistra del 2029 se lo sogna. E sai cosa ti dico? Persino il presidente del Consiglio, che pure e' lo stesso di vent'anni fa, all'epoca mi sembrava piu' moderato».

Si stava meglio quando si stava peggio, o si stava peggio quando si stava meglio?
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