giovedì 31 dicembre 2009

giovedì 24 dicembre 2009




















A tutti gli studenti e i laureandi, i migliori auguri di Buon Natale

Orari ricevimento gennaio 2010

Si dà comunicazione dei miei orari di ricevimento per il mese di Gennaio 2010.
Per la sede di Ferrara, lunedì 11 durante l'appello di esami, martedì 12 dalle 15.00 alle 16.00, maertedì 19 durante l'appello di esami, giovedì 21 dalle 16.00 alle 18.00 (incontro con i laureandi della sede di Ferrara), martedì 26 dalle 15.00 alle 16.00
Per la sede di Rovigo, mercoledì 20 durante l'appello di esami (si svolgerà contestualmente l'incontro con i laureandi della sede di Rovigo), e in altro giorno e orario da concordare via e-mail.
Per il resto sono sempre a disposizione al solito indirizzo di posta elettronica... O meglio, vi ritornerò a partire da lunedì 28.
Buone feste a tutti!

lunedì 21 dicembre 2009

Ritardo nell'odierno ricevimento rodigino

Causa ritardi nel trasporto ferroviario, legati al maltempo, l'odierno ricevimento rodigino inizierà con almeno mezz'ora di ritardo.
Parafrasando Trenitalia: ci scusiamo per il disagio!

sabato 19 dicembre 2009

Ultimo ricevimento prima della pausa nataliza - Dott. Trapella

Il mio ultimo ricevimento, prima delle vacanze natalizie, presso la sede ferrarese, sarà martedì 22 dicembre, dalle 15.00 alle 16.00. Presso la sede rodigina è confermato il ricevimento studenti e laureandi, di lunedì 21 dicembre, dalle 10.30 alle 12.00 (aula 5)

mercoledì 16 dicembre 2009

Piccola riflessione: intolleranza e solidarietà. Dai fatti di Milano alle aule universitarie. Il punto di vista dei nostri giovani.

Con un post un po' diverso dal solito, Vi invito a leggere un articolo apparso ieri sul quotidiano locale di Treviso, e segnalatomi da un Vostro collega.
Leggendolo, il riferimento va all'inqualificabile atto di domenica scorsa: come è ormai noto, il nostro premier, dopo un comizio in piazza Duomo a Milano, è stato colpito in volto da una persona, nascosta tra la folla, ha riportato ferite, è stato portato in ospedale e sarà dimesso solo nel corso di questa giornata. Si tratta di un atto di intolleranza che ha da essere condannato, indipendentemente da quale sia lo schieramento politico a cui ognuno di noi si senta vicini.
Nell'articolo che Vi posto, la proposta della giovanile del PdL: una legge speciale per eliminare taluni partiti politici che fanno dell'intolleranza e della violenza la propria bandiera e il proprio programma.
Si chiede, in sostanza, di rispondere a un gesto di intolleranza con altra intolleranza. Ebbene, un buon insegnante, quale aspirerei a essere un giorno, è chiamato a spiegare ai propri ragazzi, prima delle nozioni del libro di testo, il sentimento della solidarietà e della umana coesione. Un sentimento, che si pone in antitesi con l'individualismo e con l'intolleranza che stanno, giorno dopo giorno, dall'una e dall'altra parte del mondo politico, funestando questo Paese.
Vi invito a riflettere su queste parole e sull'articolo che segue, e a commentare numerosi.

I giovani del Pdl di Treviso: abolire Rifondazione comunista e Italai dei valori (da Il Gazzettino, 15.12.2009)

TREVISO (15 dicembre) - Il movimento giovanile del Pdl di
Treviso intende portare all'attenzione del partito una istanza che chiede che venga varata una legge abolitiva «di quei soggetti politici che hanno come unico scopo l'inneggiare alla violenza e alla disobbedienza civile, che in Italia sono l'Italia dei Valori e Rifondazione».

«I giovani del Pdl non intendono più tollerare una politica che vede nella violenza fisica e verbale contro l'avversario il suo unico programma». I giovani si dicono quindi convinti della necessità «di un intervento istituzionale molto forte» che si traduca nella legge abolitiva.

«Porteremo ai rappresentanti politici del Pdl - è detto ancora - questa nostra istanza. Siamo a un punto di non ritorno in cui è necessaria la più ferma presa di posizione contro partiti che non hanno nulla a che fare con la democrazia: le parole di Di Pietro lo confermano. Risulta palese che l'obbiettivo di questi eversivi è quello di scatenare una vera e propria guerra civile».

Nicola Di Maio, coordinatore dei giovani a Treviso, spiega che non is vogliono eliminare i partiti che non la pensano come il premier ma «vogliamo mettere al banda, per legge, quelli che calunniano e infamano Berlusconi creando un pericolosissimo clima di odio che, come si è visto, può sfociare in atti di violenza».

martedì 15 dicembre 2009

Ricevimento studenti mercoledì 16 dicembre 2009

Causa influenza, domani, 16.12.2009, la Dott.ssa Paola Elisa Toschi non terrà ricevimento e sarà sostituita dal Dott. Pierpaolo Indino.

lunedì 14 dicembre 2009

Regole per la spedizione del materiale di tesi

Alcune indicazioni per la spedizione del materiale della tesi.
Nel momento in cui, dopo la prima correzione (cioè, quella compiuta da me o da altro collaboratore di Cattedra), inoltrate il materiale da Voi elaborato alla Professoressa, indicate sia nell'oggetto della e-mail, sia nel nome del file allegato: a) il vostro cognome e nome; b) la parte di tesi che andate inviando. Fatelo nel modo che segue

COGNOME + NOME / Parte della tesi

Così, se il Sig. Mario Rossi invia alla Professoressa il primo capitolo della sua tesi dovrà scrivere nell'oggetto dell'e-mail ROSSI MARIO / Capitolo 1 e allo stesso modo dovrà nominare il file contenente quella parte del suo elaborato.
In testa al file, poi, indicate sempre il Vostro cognome, nome e l'indirizzo e-mail al quale volete ricevere il materiale corretto.
Questo, nell'ottica della migliore razionalizzazione possibile dell'opera di correzione dei Vostri materiali.

sabato 12 dicembre 2009


7.10.2009 - Cena per festeggiare il dottorato. - Grazie a tutti!

Ricevimento 16.12.2009, ore 14.00 - Dott.ssa Toschi e Dott. Indino

Causa imprevisto dell'ultimo momento, la Dott.ssa Toschi è stata costretta a rinviare il ricevimento previsto per ieri, venerdì 11 dicembre, a mercoledì 16 dicembre, ore 14.00 - 15.00. Lo stesso giorno e nella stessa fascia oraria è, altresì, disponibile a ricevere studenti e laureandi il Dott. Pierpaolo Indino.

lunedì 7 dicembre 2009

Variazione orario ricevimento Dott.ssa Toschi

Il ricevimento della Dott.ssa Paola Elisa Toschi, previsto per mercoledì 9 dicembre, è posticipato a venerdì 11 dicembre, ore 14.00 - 15.00.

Ricevimenti Ferrara - 17 e 22 dicembre (10.00 - 12.00)

Comunico agli studenti di Ferrara che i ricevimenti previsti per i giorni 17 e 22 dicembre si terranno dalle 10.00 alle 12.00

domenica 6 dicembre 2009

Quarto incontro con i laureandi della sede di Rovigo

Il prossimo incontro con i laureandi della sede di Rovigo (il quarto per l'a.a. 2009/2010) è anticipato a lunedì 21 dicembre, ore 10.30.

sabato 5 dicembre 2009

Per i laureandi della Cattedra, vecchi e nuovi

Sembra opportuno postare il vademecum che distribuiamo a quanti vogliano chiedere la tesi nelle materie afferenti alla Cattedra.

Anno Accademico 2009/2010

Cattedra di Diritto Processuale Penale II / LS

Risposta alle domande più frequenti poste dai laureandi della Cattedra

  1. Occorrono requisiti particolari (media, età, voto nelle materie penali, ecc.) per chiedere la tesi? No. La tesi viene assegnata a qualunque studente la richieda, indipendentemente dalla media, dall’età (e, quindi, dal suo status di studente “in corso” o “fuori corso”) o dalla valutazione conseguita nell’esame di Diritto Processuale Penale o in esami di materie affini.

  1. Chi sceglie l’argomento della tesi? L’argomento viene deciso a seguito di un colloquio con lo studente, secondo le sue inclinazioni; anzi, è preferibile che lo studente indichi, nel momento in cui chiede la tesi, quali argomenti preferirebbe approfondire nell’elaborato finale.

  1. Come viene assegnato il punteggio della tesi? Il regolamento in materia prevede tesi sufficienti (da 0 a 3 punti), buone (da 4 a 7 punti) e ottime (da 8 a 10 punti). Alle prime – sono le cd. tesi compilative –, non viene assegnato alcun correlatore: il candidato, pertanto, discuterà il proprio elaborato con il proprio relatore. Alle tesi buone viene assegnato un correlatore, mentre alle tesi ottime – si tratta delle tesi cd. sperimentali, che affrontano con particolare critica e notevole approfondimento tematiche di sicura rilevanza culturale – sono assegnati due correlatori. Al momento della richiesta della tesi, è preferibile che lo studente dichiari la propria intenzione, specificando, in tutta onestà, quanto è disposto a lavorare per la stesura dell’elaborato. In relazione al lavoro svolto e ai risultati conseguiti, considerati anche in relazione alle prospettive di partenza, verrà decisa l’assegnazione di nessuno, di uno o di due correlatori. Si tratta di una decisione che viene discussa con il laureando che, quindi, è perfettamente consapevole dei criteri seguiti per la valutazione del proprio lavoro. Il punteggio specifico è attribuito dalla Commissione a seguito della discussione, e tiene necessariamente conto del livello dell’esposizione.

  1. Come viene computato il voto finale? Occorre dividere la media ponderata dei voti (la Commissione può, tuttavia, decidere di tenere in conto anche quella aritmetica) per 3 e moltiplicare il risultato per 11. A questo numero, si aggiungerà il punteggio assegnato alla tesi.

  1. Quanto deve essere lunga la tesi? Non c’è una regola precisa. Meglio 20 pagine scritte con intelligenza che 300 pagine copiate.

  1. Come e dove posso reperire il materiale che mi serve per la stesura dell’elaborato? In biblioteca, prevalentemente. Attenzione a internet: non sempre i contenuti sono attendibili. Si consiglia, pertanto, la consultazione di riviste giuridiche e di monografie. Relativamente alle prime è utilissima la consultazione del Dizionario Bibliografico Napoletano, che raccoglie, per qualsiasi ramo del diritto, suddivise per argomento, tutte le indicazioni relative ad articoli giuridici apparsi su qualunque rivista italiana. Il Dizionario si ferma al 2002. Per la ricerca successiva, occorre guardare le riviste in materia penale (alcuni titoli, “Indice penale”, “Diritto Penale e processo”, “Cassazione penale”, ecc.) dall’anno 2003 a oggi. Per le monografie, è molto utile il sistema di ricerca on line nei cataloghi di tutte le biblioteche cittadine (e della sede rodigina della nostra facoltà). Il sistema di ricerca è accessibile dal sito di facoltà. Per internet, infine, si consiglia la consultazione di siti specializzati. I siti della Corte costituzionale e della Corte di Cassazione sono particolarmente utili per la ricerca di materiale giurisprudenziale; così, utilissime sono le banche dati a cui è abbonata la nostra facoltà e accessibili dalla sala informatica.

  1. E’ possibile citare in tesi? Citare, sì. Copiare, no! È utile premettere che eventuali episodi di copiatura non autorizzata recideranno in maniera irreparabile il rapporto di fiducia tra il laureando e la Cattedra. La citazione (di testi, di pensieri, di passi giurisprudenziali) deve essere segnalata in corsivo e tra virgolette. Ogni citazione deve essere associata a una nota a piè di pagina (evitare, quindi, le parentesi in chiusura di citazione; quelle vanno bene solo per i riferimenti normativi) in cui il laureando chiarisca l’autore della stessa e la fonte.

  1. E’ obbligatoria la bibliografia? È essenziale, al pari dell’apparato di note. La bibliografia indica i testi nei quali sono reperibili informazioni sull’argomento trattato. L’apparato di note specifica aspetti che sarebbe dispendioso o fuorviante trattare nel corpo del testo o rimanda ad altri luoghi bibliografici per eventuali approfondimenti.

  1. E’ obbligatorio l’indice? Sì, che corrisponda alla reale suddivisione in capitoli, paragrafi ed eventuali sottoparagrafi della tesi.

  1. Come devo citare in nota? Se si tratta di indicazione bibliografica da manuale o monografia: iniziale del nome dell’autore e cognome in stampatello maiuscolo + nome del manuale o della monografia in corsivo + casa editrice o luogo di pubblicazione + anno + pagina di riferimento (così: C. VALENTINI, I poteri del giudice dibattimentale nell’ammissione della prova, CEDAM 2004, 12). Se si tratta di indicazione bibliografica da rivista: iniziale del nome dell’autore e cognome in stampatello maiuscolo + nome dell’articolo in corsivo + in + nome della rivista in corsivo + anno + pagina (così, M. NOBILI, Cosa si può rispondere all’invettiva di Robespierre contenuta nel discorso per la condanna a morte del Re “Voi invocate le forme perché non avete principi”? in Crit.dir. 1994, 66).

  1. Come avviene la correzione della tesi? In due tempi. Una prima correzione verrà compiuta da un Collaboratore della Cattedra, che provvederà a indicare i propri suggerimenti. Il laureando, dopo avere provveduto alla correzione, provvederà a inoltrare l’elaborato alla Professoressa che ultimerà la correzione con una seconda lettura. A ciascun laureando, dunque, la Cattedra garantisce un doppio controllo di correttezza e conformità alle indicazioni qui esposte.

  1. Che cosa devo fare dopo che ho ottenuto il titolo della tesi? Iniziare la ricerca seguendo quanto scritto sub 6, stendere una bibliografia che raccoglie il materiale trovato e una scaletta che funga da indice provvisorio. Tanto la bibliografia quanto la scaletta sono perfettamente modificabili in corso d’opera. Sarebbe utile, ancorché non obbligatorio, la stesura di una relazione che potrà fungere da introduzione nella quale il laureando esplichi i risultati cui ritiene di potere pervenire, svolgendo il proprio lavoro. Espletati questi adempimenti, iniziare a scrivere!

  1. Quanto materiale devo inviare per la correzione? È opportuno che il laureando inoltri al Collaboratore di Cattedra che segue la sua tesi dieci o quindici pagine al massimo per volta; questo garantisce la tempestività della correzione.

  1. Entro quanto tempo devo conseguire il titolo dal momento in cui ho chiesto la tesi? Non c’è una regola. I tempi sono rimessi all’organizzazione dello studente. Certo, è preferibile che lo studente non faccia perdere le proprie tracce, una volta richiesta la tesi, ma mantenga un contatto regolare con la Cattedra.

  1. A chi posso rivolgermi per dubbi o chiarimenti ulteriori? Al Collaboratore di Cattedra che segue la tesi e alla Professoressa, via e-mail o durante i rispettivi orari di ricevimento.

  1. Che cosa comporta il mancato rispetto delle regole qui esposte? Dipende dai casi. Sicuramente, l’indicazione di riscrivere il pezzo “viziato” daccapo.

  1. Quali sono le sessioni di laurea? Quelle e solo quelle previste dal calendario di facoltà nei mesi di febbraio, marzo, giugno, luglio, ottobre e dicembre.

  1. Queste indicazioni valgono sia per Ferrara sia per Rovigo? Sì, per entrambe le sedi.

Per qualunque dubbio, incertezza, consiglio o conforto, contattate le persone che Vi seguono nella stesura del Vostro elaborato, negli orari indicati sul sito di facoltà, e agli indirizzi e-mail qui riportati:

Prof.ssa Cristiana Valentini cristiana.valentini@unife.it

Dott. Francesco Trapella francesco.trapella@unife.it


Dott.ssa Paola Elisa Toschi paolatoschi0@virgilio.it


Dott. Pierpaolo Indino indinopai@libero.it

Dott. Carlo Pietrunti carlo.pietrunti@unife.it

Avv. Manuel Sarno manuel.sarno@unife.it

Visitate costantemente tanto la pagina web della Professoressa (www.docente.unife.it/cristiana.valentini) quanto il blog della Cattedra (http://dirittoprocessualepenale.blogspot.com). Entrambi Vi serviranno per avere in tempo reale notizie relative alle attività organizzate dalla Cattedra.

Calendario esami a.a. 2009/2010

Abbiamo provveduto a inserire le date degli appelli di esame per l'a.a. 2009/2010 secondo la nuova procedura. Per una più veloce consultazione, comunque, le riporto qui di seguito. Vi ricordo, però, che sono suscettibili di variazioni che saranno, peraltro, sempre anticipate con ragionevole anticipo.

Diritto processuale penale (Quadriennale V.O. e N.O. e Specialistica) - Diritto processuale penale II (Magistrale) - Cooperazione investigativa internazionale (Magistrale e Servizi giuridici) - FERRARA
11 gennaio 2010, ore 14.00
19 gennaio 2010, ore 14.00
10 febbraio 2010, ore 14.00
17 marzo 2010, ore 14.00
21 aprile 2010, ore 14.00
31 maggio 2010, ore 14.00
16 giugno 2010, ore 14.00
30 giugno 2010, ore 14.00
21 luglio 2010, ore 14.00
8 settembre 2010, ore 14.00
22 settembre 2010, ore 14.00
17 novembre 2010, ore 14.00

Diritto processuale penale II (Magistrale) - ROVIGO
12 gennaio 2010, ore 10.00
20 gennaio 2010, ore 10.00
11 febbraio 2010, ore 10.00
18 marzo 2010, ore 10.00
22 aprile 2010, ore 10.00
1 giugno 2010, ore 10.00
17 giugno 2010, ore 10.00
1 luglio 2010, ore 10.00
22 luglio 2010, ore 10.00
9 settembre 2010, ore 10.00
23 settembre 2010, ore 10.00
18 novembre 2010, ore 10.00

martedì 1 dicembre 2009

Ricevimento (di persona, via e-mail, via telefono, ecc. ecc.) del Dott. Trapella. Mese di dicembre 2009

La presente è rivolta a studenti e laureandi che desiderassero mettersi in contatto con il sottoscritto (Dott. Francesco Trapella) nel mese di dicembre.
1. Il ricevimento studenti è previsto per i giorni: 17 dicembre, ore 14.30 - 15.30 (Ferrara); 21 dicembre, ore 13.30 - 14.30 (Rovigo); 22 dicembre, ore 14.30 - 15.30 (Ferrara).
2. Gli studenti e i laureandi potranno contattarlo all'indirizzo e-mail (francesco.trapella@unife.it) tutti i giorni, a qualunque ora, dal 1 dicembre all'8 dicembre, e dal 15 dicembre alla fine del mese.
3. I laureandi che debbono inviare materiale e che abbiano urgenza della correzione sono pregati di inoltrarlo entro e non oltre martedì 8. Il sottoscritto si impegna a reinoltrare tutto al mittente entro e non oltre sabato 12. A partire dal 17 dicembre, il ritmo delle correzioni via e-mail tornerà regolare.
4. Gli studenti e i laureandi che abbiano preso accordi in tal senso possono contattare telefonicamente il sottoscritto in qualsiasi giorno del mese.
5. Per qualunque comunicazione non urgente, studenti e laureandi possono fare riferimento alla Dott.ssa Paola Elisa Toschi (paolatoschi0@virgilio.it) che, puntualmente, mi riferirà ogni questione.
Ci stiamo attivando per essere sempre raggiungibili, anche a distanza. Nuove modalità di comunicazione, che permetteranno un continuo e costante contatto tra la Cattedra e i suoi studenti e laureandi, saranno attive a partire dal mese di gennaio 2010 e di esse sarà data notizia su questo blog!

Utili indicazioni per il reperimento di materiali per la tesi di laurea (Ferrara)

Riporto quanto appena pubblicato nella mailing list dei laureandi di Ferrara, sperando possa essere utile anche ad altri.
"Gentilissimi,
visto che da parte di qualcuno è sorto il problema, Vi do un paio di indicazioni sulle modalità di ricerca del materiale per la tesi.
Innanzitutto un ottimo strumento è il Dizionario Bibliografico Napoletano, reperibile in Sala di Lettura n. 1 (quella a cui si accede dopo la stanza del ragazzo addetto alle fotocopie, per intenderci). Si tratta di una raccolta di volumi (uno per ogni anno) nei quali sono elencati, per argomento, in ordine alfabetico, tutti i contributi dottrinali editi in quel determinato anno su tutte le riviste giuridiche italiane. Così, se qualcuno di Voi scrivesse una tesi in tema di "Acque pubbliche", dovrebbe cercare sul volume dell'anno XY, sotto la lettera A, e troverebbe l'indicazione di tutti i contributi esistenti su quell'argomento.
Il dizionario è disponibile fino al volume del 2002. Per i contributi degli anni successivi, recatevi in Sala di Lettura n. 3 (dalla Sala n. 1 andate a destra ed entrate nella n. 3: non potete sbagliare!). Lì sono raccolte tutte le riviste attinenti l'ambito penale (sia sostanziale, sia processuale). Prendetele, studiatene gli indici e valutate se contengono qualcosa di Vostro interesse.Per i contributi dell'anno 2009, invece, usate la Sala Periodici (si accede dalla sala nella quale sono raccolti tutti i manuali in uso in facoltà): lì sono radunate tutte le riviste, non ancora rilegate anno per anno, ma nei fascicoli mensili, pubblicate più recentemente.
Posterò questo stesso avviso sul blog di Cattedra, così che sia disponibile all'intera collettività di studenti.
Un saluto
Francesco"

sabato 21 novembre 2009

Tirocini ante lauream in Tribunale

Lascio qui il link relativo ai tirocini ante lauream in Tribunale: http://www.giuri.unife.it/news-1/tirocini-ante-lauream-in-procedura-civile-e-procedura-penale-apertura-delle-iscrizioni

Ricordo, inoltre, a quanti avessero presentato la domanda di partecipazione che martedì 24 novembre 2009, ore 9.00, presso lo studio della Prof.ssa Valentini, in facoltà, si terranno i colloqui motivazionali.

mercoledì 14 ottobre 2009

Incontri con i laureandi mesi di Ottobre e Novembre

Sono previsti due incontri con i laureandi della Cattedra. Il primo, in data 28 ottobre 2009, presso la sede di Rovigo (aula 7), sarà gestito dal Dott. Francesco Trapella. Il secondo, in data 4 novembre 2009, presso la sede di Ferrara (aula da destinarsi), sarà gestito dal Dott. Francesco Trapella e dalla Dott.ssa Paola Elisa Toschi.
Invitiamo chiunque sia interessato, essendo già in possesso di un titolo di tesi, o avendo intenzione di chiedere la tesi a questa Cattedra, a partecipare.

lunedì 12 ottobre 2009

Programmi per l'esame

A seguito delle numerose e-mail in cui gli studenti chiedono chiarimenti sui programmi d'esame, lascio qui il link alla pagina di riepilogo di tutte le situazioni possibili e dei relativi programmi. Prego chiunque si accorgesse della mancanza di qualche ipotesi particolare di segnalarmelo sui commenti a questo post.

giovedì 8 ottobre 2009

Il lodo illegittimo

Non può mancare in un blog gestito dalla Cattedra di Procedura Penale un post sul lodo Alfano. Argomento scottante, che ha suscitato il nostro interesse anche durante i corsi, e dalla cui decisione della legittimità costituzionale dipendono aspetti fondamentali della gestione della cosa pubblica.
Riporto, quindi, qui, un articolo tratto dal Corriere della Sera (il link: http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_07/lodo_alfano_corte_costituzionale_d1f066b8-b308-11de-b362-00144f02aabc.shtml).
Serva da spunto per numerosi commenti.

La Corte Costituzionale si è pronunciata. Il lodo Alfano è illegittimo.

Violati articoli 138 (ricorso a una legge costituzionale) e 3 (uguaglianza). La decisione presa a maggioranza: 9 a 6

ROMA - Il Lodo Alfano è illegittimo. Così si sono pronunciati i 15 giudici della Corte Costituzionale. La legge che sospende i processi delle quattro più alte cariche dello Stato (i presidenti della Repubblica, del Senato, della Camera e del Consiglio) è stata bocciata dalla Consulta per violazione dell'articolo 138 della Costituzione, vale a dire l'obbligo di far ricorso a una legge costituzionale e non ordinaria, e dell'articolo 3, ovvero il principio di uguaglianza (leggi il verdetto). La decisione è stata presa a maggioranza (9 giudici contro 6) e avrà come effetto immediato la riapertura di due processi a carico del premier Silvio Berlusconi: per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset.

ACCOLTI RICORSI - La Corte Costituzionale, chiamata a decidere sulla legittimità costituzionale del provvedimento varato dal Parlamento a luglio 2008, ha accolto i rilievi mossi dai giudici milanesi impegnati nei processi Mediaset-diritti tv e caso Mills che vedono imputato Berlusconi. La Consulta ha invece dichiarato «inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della stessa disposizione proposte dal gip del Tribunale di Roma». Un ricorso sollevato nell’ambito dell’inchiesta della Procura capitolina sulla presunta compravendita di senatori eletti all’estero nella passata legislatura, all’epoca del governo Prodi: i pm romani avevano chiesto l’archiviazione delle accuse per il presidente del Consiglio, mentre secondo il gip il lodo Alfano va applicato anche nella fase delle indagini preliminari. Da qui la decisione del giudice Orlando Villoni di trasmettere il fascicolo alla Consulta.

CAMERA DI CONSIGLIO - I giudici si erano riuniti martedì pomeriggio a Palazzo della Consulta. La camera di Consiglio si era aperta alle 17, dopo che il relatore Franco Gallo aveva esposto i termini della questione di incostituzionalità. Alla relazione erano seguiti gli interventi degli avvocati Niccolò Ghedini, Piero Longo e Gaetano Pecorella in rappresentanza del premier e di Glauco Nori per l'Avvocatura dello Stato. Non ammesso al dibattimento, invece, il costituzionalista Alessandro Pace in rappresentanza dei pm milanesi, secondo una consuetudine consolidata della Corte. La camera di Consiglio, sospesa una prima volta alle 19.30 di martedì, si è riaperta mercoledì mattina alle 9 e, dopo una seconda sospensione, tra le 13 e le 16, è ripresa fino alla sentenza arrivata alle 18.

POLEMICHE - Sentenza che è stata accolta con ira da parte del premier Silvio Berlusconi e della maggioranza degli esponenti di Pdl e Lega. Nella sua prima reazione a caldo poi il presidente del Consiglio ha innescato una polemica con il capo dello Stato Giorgio Napolitano. Alle accuse di Berlusconi il Quirinale ha risposto con una nota. Diverso, ovviamente, il parere dell'opposizione, per la quale la sentenza della Corte Costituzionale va rispettata.



Sulla separazione delle carriere

Su consiglio di una studentessa, Silvia S., carico questo articolo, tratto dal sito http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&r=172764.
Si tratta di un articolo del 22 settembre scorso relativo alla separazione delle carriere, firmato da Bruno Tinti.

La separazione delle carriere / 2 (Bruno Tinti)
Non avrei mai creduto che un problema così tecnico come la separazione delle carriere avrebbe sollevato tanto interesse. I commenti sono stati numerosissimi e, quasi sempre, molto pertinenti e stimolanti. Cerco di rispondere meglio che posso. C’è, in molti commenti, un equivoco di fondo: PM e giudice fanno due mestieri diversi e dunque è ragionevole che le carriere siano diverse. Questo proprio non è vero; credo che l’equivoco sia colpa mia: certamente non sono riuscito a spiegarmi bene. Vediamo se ci riesco adesso.

Cosa fa il PM? Riceve le denuncie (dei privati e della polizia), raccoglie gli elementi di prova che gli sono forniti dai denuncianti; delega alla polizia, quando lo ritiene necessario, di raccogliere altri elementi di prova, impartendo istruzioni (per esempio: andate a cercare il marito della signora che abita al piano terra dell’alloggio dove è avvenuto il furto, ricordate? E chiedetegli etc. etc.); raccoglie lui stesso altri elementi di prova se lo ritiene necessario (per esempio, interroga lui stesso il marito della signora etc. etc.). Quando ha finito, nel senso che gli sembra che ha fatto tutto il possibile per raccogliere gli elementi di prova necessari per accertare quello che è successo, compie una valutazione: questi elementi di prova mi convincono che l’imputato (che in realtà in questa fase si chiama indagato, sia mai che qualcuno mi contesti l’imprecisione) è innocente; oppure, mi convincono che è colpevole. Nel primo caso decide di chiedere al GIP di archiviare o pronunciare sentenza di non doversi procedere (processualmente ci sono differenze ma qui non ci interessano). Nel secondo caso decide di rinviare a giudizio l’indagato avanti al Tribunale (oppure, in certi casi, davanti al GIP che deciderà se rinviarlo a giudizio oppure no; trattasi di un ulteriore filtro a garanzia dell’imputato).

Cosa fa il giudice (ci sono delle differenze se si tratta di un GIP o di un giudice del dibattimento ma qui non le sto a spiegare perché è inutile ai fini del discorso che stiamo facendo) quando il PM ha deciso di mandare l’imputato davanti a lui perché gli si faccia il processo? Esamina tutti gli elementi di prova raccolti dal PM e gli altri che la difesa eventualmente produce (probabilmente alcuni sono stati già prodotti prima, altri lo saranno solo in questo momento). Se non gli bastano e pensa che sia necessario acquisire altri elementi, dispone che vengano acquisiti (è il 507 cpp su cui tanti hanno discusso; che si tratti di potere residuale o no, non ha nulla a che fare con il discorso che stiamo facendo che è un discorso di fatto, non giuridico). Dopodiché si trova esattamente nella stessa situazione in cui si è trovato il PM alla fine delle indagini: deve compiere una valutazione; queste prove mi convincono che l’imputato è innocente; oppure mi convincono che è colpevole; ed emette la sentenza del caso.

Differenze. Qual è dunque la differenza professionale tra PM e giudice? Io non riesco proprio a vederla. E’ naturale che il PM che si è convinto, alla fine delle indagini, che l’imputato è colpevole, sosterrà questa tesi al dibattimento (sempre che non arrivino nuove prove che lo convincano che invece è innocente, nel qual caso chiederà l’assoluzione). Così come è naturale che il giudice che si è convinto, alla fine del dibattimento, che l’imputato è colpevole, scriverà una sentenza di condanna in cui accuserà l’imputato (sempreché non si convinca che invece è innocente, nel qual caso scriverà una sentenza di assoluzione). Non si tratta proprio dello stesso lavoro?

I giudici come i medici. Per quelli che non hanno apprezzato l’analogia con i medici, cerco di chiarire: volevo spiegare che ogni medico lavora nello stesso modo (proprio come PM e giudici); poi, si capisce, uno prenderà le sue decisioni in ambito ginecologico e un altro in ambito ortopedico. Ed è proprio per questo che ho detto che le identità fra PM e giudice sono molto più forti di quelle tra diversi specialisti medici; perché PM e giudice operano sulla stessa realtà; per continuare l’analogia, sono entrambi ortopedici o ginecologi o quello che volete voi; mentre gli specialisti medici operano su realtà diverse, sia pure con gli stessi metodi professionali. Ed ecco anche perché non c’è nulla di strano che un PM vada a fare il giudice (penale) e un giudice (penale) vada a fare il PM: perché hanno sempre fatto lo stesso mestiere. Certo, un PM avrà una maggiore esperienza del rapporto con la polizia, con le strutture pubbliche che gli debbono garantire mezzi di indagine (questa è la vera croce del PM) e un giudice dovrà farsela; ma si tratta di banalità. E’ invece vero che il passaggio dal penale al civile non è molto consigliabile: è veramente difficile; e infatti avviene raramente perché si tratta proprio di specialità diverse, esattamente come un cardiologo difficilmente si metterà a fare il ginecologo.

Amicizia. Alcuni hanno rilevato che è il rapporto di amicizia che lega due persone che appartengono alla stessa carriera che non va bene; perché il giudice sarà portato a privilegiare le tesi del PM suo collega più di quelle dell’avvocato.

Devo dire che trovo questo argomento un po’ irritante: in realtà chi lo propone è qualcuno che, evidentemente, pensa che sia normale agire in questo modo, tradendo il proprio dovere; forse lui, in questa situazione, farebbe proprio così. Ma in realtà nelle aule giudiziarie non va affatto in questo modo; anzi spesso succede il contrario. Un po’ perché il giudice sa che questo sospetto aleggia su di lui, e quindi è particolarmente attento e severo nei confronti del PM; un po’ perché, tra colleghi, c’è sempre una forte rivalità professionale: “sarai mica tu che mi vieni a spiegare quello che devo fare?” In tanti anni io ho dovuto spessissimo combattere le mie più aspre battaglie giudiziarie con i giudici più che con le difese. Ma poi, se questo argomento fosse fondato, quante carriere dovremmo separare? I giudici di appello, quelli che decidono se confermare o cassare le sentenze emesse dai giudici di tribunale, sono stati, magari fino al giorno prima, giudici di tribunale anche loro. Magari hanno lavorato nella stessa sezione del tribunale che ha emesso la sentenza che debbono riformare o confermare; magari sono proprio amici dei giudici che l’hanno scritta, ci hanno lavorato fianco a fianco per anni. Che si fa, carriere separate per giudici di tribunale e giudici di appello? E poi, e i giudici di cassazione? Anche loro provengono dai tribunali e dalle corti di appello di tutta Italia; magari conoscono benissimo il collega che ha scritto la sentenza che dovranno riformare, rilevando (che è una cosa seccante per un giudice) errori di diritto. Che si fa? Carriere separate anche per i giudici della cassazione? Che nessuno abbia mai pensato a soluzioni del genere dimostra che, evidentemente, la molto pubblicizzata separazione delle carriere tra PM e giudici ha finalità inconfessabili, ben diverse da quelle sbandierate,

Molti si sono chiesti: ma come funzionerebbe il sistema se le carriere fossero separate?Prima di tutto voglio dirvi che non intendo farmi pubblicità ma di queste cose ho scritto su La questione immorale (ed. Chiarelettere) e lì ho trattato il problema meglio che ho potuto; sicché vi trovereste molte risposte. Ma cerco di spiegarlo anche qui. Una carriera separata, visto che non si giustifica sul piano professionale, può avere una sola ragione: il PM non deve più lavorare come ho descritto finora, come un giudice (se no, che le separiamo a fare le carriere?) ma in un altro modo. Quale può essere questo modo? C’è una sola opzione, che del resto emerge da tutti gli interventi che sono favorevoli alla separazione: il PM deve sostenere l’accusa. L’accusa, solo questo. Non deve indagare più a 360 gradi, non si deve più chiedere se l’indagato (quello che polizia o privati hanno denunciato) è colpevole o innocente (se lo facesse torneremmo al modello attuale e allora la separazione sarebbe priva di senso). Deve solo raccogliere le prove che gli servono per sostenere al processo che l’imputato è colpevole; le altre prove, quelle che servono per dimostrare che l’imputato è innocente, sono un fatto della difesa; ci penserà l’avvocato, la cosa non lo riguarda.

Ecco, questo vuol dire un PM che sostiene l’accusa: un processo in cui il PM è un altro avvocato. Quello difensore sostiene la difesa e se per caso si imbatte in una prova che accusa il suo cliente fa finta di non vederla e (magari gli riesce ma spesso sarebbe un reato e gli avvocati onesti non lo fanno) la nasconde; comunque evita di evidenziarla. Quello accusatore sostiene l’accusa: e, se per caso si imbatte in prove che contrastano la sua tesi, le nasconde etc. etc.

Poi, davanti al giudice, che a questo punto fa davvero un altro mestiere, ognuno dei due tirerà l’acqua al suo mulino; ognuno dei due sosterrà la sua tesi, senza chiedersi se è giusta o no, semplicemente cercando di farla prevalere. E il giudice cercherà di decidere per il meglio.

Vi piace questo sistema? Io lo trovo folle.

Negli Stati Uniti funziona così; e lì è ancora peggio perché c’è la giuria, cioè cittadini che di leggi e diritto non sanno nulla e che decidono in base alle impressioni suscitate in loro nel corso del processo. Un avvocato celebre, elegante, suadente, intelligente li convincerà più facilmente di un avvocato sciatto, rozzo, approssimativo, antipatico. Ma come si presentano, come sono i due avvocati, quello dell’accusa e quello della difesa, non ha nulla a che fare con la tesi che sostengono, non ha nulla a che fare con l’innocenza o la colpevolezza dell’imputato. E infatti negli Stati Uniti le carceri sono piene di innocenti (anche per via di altri strumenti processuali che qui non sto ad analizzare); e soprattutto per via del fatto che i poveri certo non possono permettersi difese in grado di contrastare il PM (che lì si chiama Procuratore Distrettuale). Il PM ha mezzi tecnici, economici e di personale (la Polizia della sua città, l’FBI, la DEA, i consulenti tecnici del suo ufficio) che la difesa si deve pagare. E che si fa se l’imputato non ha soldi? Niente si fa, si difende come può e non l’aiuta nessuno.

Ma questo sistema presenta anche altri problemi. Un avvocato che rappresenta l’accusa e solo quella non può essere indipendente; sarebbe irragionevole. L’indipendenza è un requisito del giudice che deve essere libero di decidere quello che gli sembra giusto. Ma, se si è già deciso che il PM deve sostenere l’accusa e solo quella, qualsiasi sia la sua opinione personale sulla colpevolezza o l’innocenza dell’imputato, allora, come gli avvocati, avrà un cliente, quello che gli impone la tesi da sostenere. In questo caso lo Stato.

Ho detto lo Stato? Ho sbagliato. Lo Stato è il cliente che servono i giudici e quindi, oggi, anche il PM-giudice. Ma il PM avvocato che sostiene l’accusa ha come cliente il Governo. Proprio come l’Avvocatura dello Stato che sostiene le tesi che il suo cliente, il Governo, gli chiede di sostenere. Proprio come ha fatto (scusate la parentesi) l’Avvocatura dello Stato avanti alla Corte Costituzionale, quando ha spiegato che il Lodo Alfano va conservato perché se no Berlusconi dovrebbe dimettersi; “e pensate che danno per il Paese!” Argomentazione di una raffinatezza giuridica che, dopo 41 anni di magistratura, ho difficoltà a percepire.

Il problema allora è che, se il cliente del PM è il Governo, i processi finiscono con il diventare politici. Il PM avvocato (il PM che sostiene l’accusa) viene incaricato di fare questo e quell’altro processo; e soprattutto, di non fare questo o quell’altro.

Vi piace questo sistema? A me pare folle

In Francia funziona proprio così. I miei colleghi francesi spesso mi hanno detto che si sono trovati a dover seguire direttive che stridono con equità e buon senso; e, talvolta, ispirate da chiare ragioni politiche. Qualcuno ha dato le dimissioni perché gli era stato imposto di accusare imputati che erano innocenti e che però il Governo voleva perseguire.

Vi piace questo sistema? A me pare folle.

Il che mi suggerisce di rispondere ad alcuni commenti che hanno rilevato come la separazione delle carriere è cosa buona e giusta anche se, al momento attuale, è sconsigliata dall’esistenza di un Governo nelle mani di Berlusconi.

Questo discorso è veramente sbagliato. Il potere è potere, da chiunque venga esercitato. Berlusconi rende sicuro l’abuso di un sistema che gli affidasse il controllo delle Procure. Ma questo abuso potrebbe essere esercitato da chiunque si trovasse un giorno nella sua posizione. Quando Montesquieu ha disegnato il suo celebre assetto costituzionale fondato sulla separazione dei poteri (esecutivo, legislativo e giudiziario) non ha certo pensato che esso avrebbe potuto essere derogato qualora lo Stato fosse finito nelle mani di un tiranno buono e giusto; e, se venisse rovesciato da un tiranno cattivo che si servirebbe, per rovesciarlo, proprio di quell’assetto costituzionale disegnato per il tiranno buono? Poi, ci sono momenti storici in cui i detentori del potere sono peggiori della media; e purtroppo noi stiamo vivendo un momento di quelli. Ma non si costruisce una Costituzione in funzione degli uomini che di volta in volta, governano: sono questi che debbono rispettare la Costituzione.

Per finire, due parole per i non estimatori del sistema giudiziario italiano. Quando difendo questo sistema (che tutti i magistrati europei riconoscono essere il migliore, ricordatevelo quando avrete finito di leggere queste righe) difendo un’idea, un’astrazione, un sistema scientifico. Tutto questo discorso non ha nulla a che fare con lo sfascio della giustizia italiana. Ma, questo è il punto, la giustizia italiana non è allo sfascio perché non c’è la separazione delle carriere; così come negli altri Paesi la giustizia non funziona meglio perché le carriere sono separate. Lo sfascio italiano è dovuto ad un complesso normativo costruito all’esplicito scopo di non far funzionare il processo penale. Ma questo un altro discorso (che, di nuovo, trovate meglio affrontato in La Questione Immorale)

venerdì 2 ottobre 2009

Ultimissime sulla nuova procedura di iscrizione agli esami

Ancora novità sulla nuova procedura di iscrizione online agli esami. Pare che la Facoltà di Giurisprudenza si adatterà a essa a partire dal primo appello di gennaio 2010. Dunque, le regole descritte nei post precedenti varranno per gli esami del nuovo anno accademico.
Comprendiamo che questi continui cambiamenti possano comportare incomprensioni, ragion per cui, solamente per l'appello di novembre 2009, si accetteranno:
  • gli studenti, di qualunque corso di laurea, iscritti secondo la vecchia procedura
  • gli studenti di laurea magistrale iscritti secondo la nuova procedura (non è possibile, allo stato attuale, l'iscrizione con ESSE3 per gli iscritti ai corsi di laurea disattivati)
  • gli studenti dei corsi disattivati (specialistica e quadriennale), iscritti con una e-mail inoltrata al sottoscritto.
Rimane chiaro che tutti gli studenti sono chiamati al rispetto delle propedeuticità richieste e delle regole sui programmi, già diffuse e di cui si è abbondantemente discusso.
Chiedo, inoltre, a tutti gli studenti che, dopo essersi iscritti all'appello, non intendessero più sostenere l'esame, di comunicare (anche con una e-mail) la propria intenzione di non sottoporsi più alla prova.

Ancora sulla nuova procedura di iscrizione online

A seguito di alcune segnalazioni pervenute da studenti iscritti ai corsi di laurea quadriennale e specialistica ci siamo resi conto che la nuova procedura di iscrizione agli esami è accessibile solo dagli studenti del corso di laurea magistrale.
Assicuriamo, dunque, con questo post che stiamo facendo il possibile per rendere la procedura accessibile a tutti. Fino a che non sarà possibile, quanti intendono sostenere l'esame nell'appello del 2 novembre 2009, inoltrino una e-mail all'indirizzo francesco.trapella@unife.it recante oggetto "iscrizione all'appello del 2 novembre 2009" e indicante nel testo il proprio cognome, nome, numero di matricola e corso di laurea.
Appena sarà risolto il problema, provvederemo a comunicarVelo.

giovedì 1 ottobre 2009

Nuova iscrizione online agli esami

Comunico a tutti che è attiva la nuova procedura online per l'iscrizione agli esami. Consapevole che questo cambiamento possa cagionare difficoltà agli esaminandi, lascio qui le istruzioni per l'iscrizione. Ho già provveduto a caricare gli appelli del 2 novembre p.v. (Ferrara) e 3 novembre p.v. (Rovigo), e ad aprire le liste. Seguendo queste semplici istruzioni, dunque, potrete agevolmente iscriverVi.
2) dalla sezione area riservata (nel menu alla sinistra dello schermo), cliccate Login
3) connettetevi inserendo username (nome.cognome) e password (la stessa che usate per la posta elettronica .unife)
4) dalla sezione iscrizione esami online (dal menu alla sinistra dello schermo), cliccate Iscrizioni esami
5) vi apparirà una schermata con l'elenco degli appelli prenotabili. Andate su Diritto Processuale Penale II (o su Cooperazione Investigativa Internazionale), cliccando sul simbolino raffigurante un libretto (all'estrema sinistra della tabellina che compare, con riferimenti alla materia, alla data e all'orario della prova)
6) cliccate su prenotati all'appello
7) Vi apparirà una schermata ulteriore. Cliccate su procedi
8) Vi apparirà un'altra, ulteriore, schermata (per la conferma). Cliccate su conferma prenotazione
Avrete, così, prenotato il Vostro esame.
RicordateVi sempre di rispettare le propedeuticità richieste per l'ammissione alla prova e di cancellarVi in tempo utile, qualora decidiate di non sostenere l'esame.

lunedì 28 settembre 2009

Per i laureandi di Rovigo (ma anche, in fondo, per quelli di Ferrara)

Fin d'ora Vi avviso che nella giornata di mercoledì 28 ottobre p.v. sarò presso la sede rodigina della facoltà a Vostra completa disposizione.
Come di consueto, Vi propongo di incontrarci nel primo pomeriggio (sarò a Rovigo già alle 13.30).
In quella sede valuteremo insieme, a distanza di un mese dal perfezionamento dei titoli delle Vostre tesi, lo stato delle Vostre ricerche e l'elaborazione delle scalette - indice che già Vi chiesi di impostare durante il nostro scorso incontro. Sarò, insomma, a Vostra completa disposizione per guidarVi nella prima fase del lavoro di tesi: la ricerca e la razionalizzazione del materiale reperito.
Prego chiunque di Voi sia interessato all'incontro di contattarmi al mio indirizzo e-mail (francesco.trapella@unife.it).
E per Ferrara? A partire dal 6 ottobre riprenderà il mio ricevimento settimanale: tutti i martedì, dalle ore 14.30 alle ore 15.30. Da quest'anno sarò affiancato dalla Dott.ssa Paola Elisa Toschi (sempre disponibile all'indirizzo paolatoschi0@virgilio.it), che riceverà gli studenti e i laureandi nella giornata del mercoledì, dalle ore 14 alle ore 15, già a partire dal 30 settembre p.v.
Dato il sempre crescente numero di domande di assegnazione di tesi, presto (molto presto!) la Dott.ssa Toschi e io organizzeremo un incontro con i nuovi laureandi di Ferrara.
Continuate, quindi, a consultare questo blog per avere informazioni immediate sulle iniziative della Cattedra.

lunedì 14 settembre 2009

Per sostenere gli esami nell'A.A. 2009/2010

Sarete tutti ormai a conoscenza, o per e-mail ricevuta o per lettura dell'avviso in bacheca, delle regole per la gestione degli esami che entreranno in vigore a partire dai prossimi mesi.
Non si tratta di un espediente volto a rovinare la vita degli studenti, bensì di un modo per garantire un equo trattamento degli esaminandi: ogni giorno, da parte di molti, moltissimi (forse troppi) di Voi, provengono richieste di programmi particolari, di partizione delle prove di esame, di deroga al regime di propedeuticità imposto dalla Facoltà. La situazione, da parte nostra, è difficilmente gestibile: peraltro, si rischia, così facendo, di elargire ingiustificati privilegi a chi non lo merita o, invece, di frustrare le aspettative di chi realmente abbisogna di un aiuto.
Di qui, l'imposizione di una regola uguale per tutti: con il nuovo Anno Accademico vigono due programmi, uno per corso di laurea (magistrale, da un lato, o specialistica e corsi disattivati, dall'altro).
Affinché sia massima la chiarezza sul punto, mi sono premurato di rispondere alle domande che, sicuramente, qualcuno di Voi vorrebbe rivolgermi circa gli avvisi diffusi in questi giorni. Seguono, quindi, le F.A.Q. e le relative risposte.
Sono iscritto al secondo anno fuori corso del C.d.L. Magistrale: per il mio anno di iscrizione avrei dovuto portare il programma sulle impugnazioni. Che cosa faccio? Lei potrà sostenere l'esame di Diritto Processuale Penale II sulle impugnazioni entro novembre 2009. A partire da gennaio 2010, infatti, vale per tutti, indipendentemente dall'anno di iscrizione, la regola per la quale forma oggetto del programma lo studio delle due monografie e, per chi non ha frequentato le lezioni dell'A.A. 2008/2009, della parte di Cordero relativa a prove, udienza preliminare e giudizio.
Sono iscritto al C.d.L. Magistrale. Ho frequentato il corso ma non ho sostenuto l'esame di Diritto Processuale Penale I. Posso sostenere ugualmente il Vostro esame? No! A causa dell'eccessivo numero di richieste di eccezioni all'ordinario regime di propedeuticità imposto dalla Facoltà - richieste, peraltro, nella maggioranza dei casi, non giustificate - siamo costretti a negare questa possibilità, pregando, peraltro, gli studenti di non chiedere eccezioni in tal senso.
E se vi prometto di sostenere Procedura I entro breve? Non importa: Lei sostenga Diritto Processuale Penale I e poi sarà regolarmente ammesso a sostenere Diritto Processuale Penale II, beninteso, se avrà frequentato il nostro corso, con i benefici che comporta lo status di frequentante.
Sono iscritto a C.d.L. quadriennale. Posso suddividere l'esame in due parti? No! La possibilità di sostenere Diritto Processuale Penale (LS o Quadriennale) mediante prove parziali era prevista a) per gli studenti frequentanti dell'a.a. 2008/2009; b) sostenendo la prima prova in data 29 aprile 2009 e la seconda entro l'ultimo appello di settembre 2009.
Quindi, se io ho sostenuto la prima prova il 29 aprile 2009 ma non sostengo la seconda entro settembre che cosa succede? Purtroppo Lei perderà anche la prima parte: come detto e ripetuto durante il corso, è assurdo studiare metà esame in un momento e poi ultimare la propria preparazione con gli argomenti rimanenti dopo sei mesi. Lei è, quindi, liberissimo di sostenere la prova dopo settembre 2009: sarà esaminato, però, su tutto il programma.
Questo vale anche per gli studenti di Magistrale che abbiano portato ad aprile una monografia e non abbiano sostenuto l'esame sull'altra entro settembre? Esattamente.
Sono uno studente di Cooperazione Investigativa Internazionale. Quali esami sono propedeutici al Vostro? Diritto Penale (o Diritto Penale I) e Diritto Processuale Penale (o Diritto Processuale Penale I). "E" e non "o"!
E quindi non è possibile derogare a questo regime di propedeuticità? No, come non lo è più per i Suoi colleghi di Diritto Processuale Penale, relativamente al loro esame.
Per ulteriori questioni a chi mi rivolgo? Inoltri pure un'e-mail a francesco.trapella@unife.it. Magari, però, scriva il Suo dubbio nella parte dei commenti a questo post, così che sia leggibile a tutti tanto la Sua richiesta di chiarimento, quanto la mia risposta.

domenica 13 settembre 2009

Un articolo interessante sull'Italia che non cambia...

Qualche giorno fa, la Professoressa Valentini mi ha segnalato un articolo che voglio sottoporre alla Vostra attenzione: è piuttosto scorrevole e racconta in maniera divertente un aspetto della nostra italianità.
Buongiorno. Facce da cult (di M. Gramellini), tratto da La Stampa del 2 settembre 2009
La malattia delle societa' vecchie e' il torcicollo. Al Festival di Venezia, in tv, nelle classifiche dei dischi: e' tutto un riesumare gli Anni 40, 50, 60, 70, ma ormai anche 80 e 90. Ogni generazione ha il suo Bombolo, il suo decennio da rivalutare e da rimpiangere, di solito quello coincidente con la propria gioventu'. Arrivera' quindi il giorno, e noi contiamo di esserci, in cui si comincera' a celebrare la melma nella quale viviamo. In cui ci tocchera' assistere a una retrospettiva sui film tratti dall'opera omnia di Moccia. Leggere l'elogio della Salerno-Reggio Calabria. Assistere al riconoscimento dell'alto valore culturale del Superenalotto. E ascoltare discorsi di questo tipo: «Ti ricordi l'Isola e il Grande Fratello? Che tv di qualita', mica le schifezze che danno adesso». «E il jet set? Corona, Belen, gente di classe che si faceva fotografare in mutande, non come quelli di oggi che vanno in giro senza». «Pensa che noi ragazzi guadagnavamo 700, qualcuno anche 800 euro al mese. Bei tempi! E i ricercatori senza santi in paradiso scappavano all'estero solo dopo la laurea, mentre l'altro giorno il figlio di un mio amico ha chiesto asilo politico all'India per iscriversi all'asilo». «I bagagli delle vacanze arrivavano a Fiumicino due giorni dopo l'aereo. Ora non partono neanche piu': io li lascio in albergo, un anno per l'altro». «Anche la politica, non c'e' paragone. Un leader di peso come Franceschini la sinistra del 2029 se lo sogna. E sai cosa ti dico? Persino il presidente del Consiglio, che pure e' lo stesso di vent'anni fa, all'epoca mi sembrava piu' moderato».

domenica 6 settembre 2009

Il futuro dei ragazzi italiani

Mi pare particolarmente degna di nota la lettera di un lettore apparsa sull'ultimo numero del settimanale L'Espresso. Non riguarda direttamente argomenti giuridici, ma il futuro nei nostri giovani. Ed è ai giovani, principalmente, che questo blog è interessato. Dunque, mi pare opportuno riportarne il testo.

Generazione no future
Francesca, 25 anni, neo-laureata in legge, contratto a progetto per 800 euro al mese. Fa consulenza giuridica al telefono e vende assicurazioni on line. Eugenio, 34 anni, 110 e lode in scienze politiche, lavora da sei anni con contratti a progetto nella consulenza presso pubbliche amministrazioni, per conto di una multinazionale, a 1.100 euro mensili. Sta pensando di aprire una gelateria in Australia*. Riccardo, 31 anni, diploma linguistico, raggranella 500 euro al mese con traduzioni per varie pubblicazioni e prepara circa tre concorsi l'anno da quattro anni. Vivono da soli, in perfetta indipendenza, così come tanti coetanei europei. Solo che in Italia non hanno un futuro.

* = più volte ai miei studenti ho detto che vorrei aprire un ortofrutta a Ibiza, una pescheria in Polinesia, ovvero fare il barcaiolo in Birmania o, perché no, vendere cocco sull'Adriatico.

A Voi - studenti, laureandi, neolaureati, praticanti e precari di ogni genere - ogni commento.

martedì 1 settembre 2009

L'Esercito in città

Stamattina mi sono recato a Bologna, presso la Corte d'appello, per sbrigare alcune commissioni. Con mia grande sorpresa, all'ingresso del Palazzo che ospita l'Ufficio Giudiziario c'era l'esercito! Sì, ragazzi in tuta verde mimetica controllavano le entrate, chiedendo a chi passasse di posare cellulari e chiavi sul tavolino, se del caso, di aprire le valigette... sembrava un film di guerra.
Tornato a Ferrara, ho cercato in internet digitando su google le chiavi di ricerca "esercito tribunale bologna" e ho trovato questo articolo tratto da "Il Resto del Carlino" del 6 agosto 2009.

CITTA' SICURA
Obiettivi sensibili per 60 militariL'esercito sbarca in città
Sinagoga, aeroporto Marconi, Basilica di San Petronio, Tribunale e Corte d’appello. Sono le cosiddette ‘sedi fisse’ che dall’11 agosto sarannno presidiate dai 60 militari
Bologna, 6 agosto 2009 - Sinagoga, Aeroporto Marconi, Basilica di San Petronio, Tribunale e Corte d’appello. Sono le cosiddette ‘sedi fisse’ che dall’11 agosto sarannno presidiate dai 60 militari (piu’ altri 18 con funzioni logistiche e di controllo) assegnati dal Ministero dell’Interno a Bologna (si aggiungono ai 60 presenti al Cie). Il loro impiego per la vigilanza di siti ed obiettivi sensibili consentira’ di ‘liberare’ 44 uomini tra polizia, carabinieri, guardia di finanza e Corpo forestale per il controllo del territorio. Le disposizioni del governo prevedono che i soldati inviati a Bologna non siano destinati ad attivita’ di pattugliamento vero e proprio, ma non e’ escluso che dopo una prima fase sperimentale, la Prefettura, di concerto con il comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, possa chiedere di rivedere i numeri per avere qualche unita’ da utilizzare in maniera piu’ flessibile nella vigilanza della citta’.
A definire la mappa dei siti da affidare all’esercito e’ stato questa mattina il comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza (presenti per le amministrazioni locali il vicesindaco di Bologna, Claudio Merighi, e la presidente della Provincia Beatrice Draghetti) dopo una ricognizione degli obiettivi sensibili sottoposti a vigilanza fissa da parte delle forze dell’ordine, che, ammette il prefetto Angelo Tranfaglia, “non sono molti”. Al presidio della Sinagoga sono destinati 25 soldati in sostituzione dei 20 Carabinieri che, in quattro pattuglie rinforzate (di cinque unita’ ciascuna), sorveglieranno (in realta’ sono gia’ state fatte delle prove) aree della citta’ definite volta per volta a seconda delle esigenze. In questa prima fase pattuglieranno i giardini Margherita, il parco della Montagnola, l’area di piazza XX Settembre, galleria 2 Agosto e piazza dell’Unita’.

Altri 20 soldati si occuperanno della vigilanza del perimetro esterno dell’Aeroporto Marconi, consentendo il recupero di 12 unita’ di Polizia, Carabinieri e Fiamme gialle per il rafforzamento dei servizi di controllo interni allo scalo (Polizia di frontiera, respingimento clandestini, attivita’ doganali, controlli nei parcheggi e nelle aree limitrofe). La pattuglia del Corpo forestale (quattro uomini), che attualmente collabora alla vigilanza esterna del Marconi, si occupera’, di raccordo con i Carabinieri, delle aree verdi cittadine. Infine, sei militari saranno destinati alla sorveglianza fissa nelle ore serali e notturne della Basilica di San Petronio, altri otto concorreranno alla vigilanza dell’ingresso della Corte d’appello e del Tribunale. Sara’ cosi’ possibile sguinzagliare sul territorio due pattuglie dei carabinieri, una della Polizia di Stato, uno della Guardia di finanza, per un totale di altri otto uomini.
“Il nuovo meccanismo- conferma Tranfaglia- partira’ dall’11 agosto. Dobbiamo vedere in progress”. Il dispositivo del governo, consente l’utilizzo dei militari a Bologna solo su sedi fisse e non per il pattugliamento. “Questo- osserva Tranfaglia- ci avrebbe consentito una maggiore duttilita’ di utilizzo. Ma la legge consente ai prefetti di chiedere di rivedere i numeri per avere qualche unita’ su servizi diversi”. Freddo il Comune sull’iniziativa del governo. “Anche in sede di comitato- spiega Merighi- abbiamo sollevato il tema del taglio di tre miliardi al comparto sicurezza del governo. Quindi, staremo attenti a valutare che questa operazione che coinvolge l’esercito non nasconda un disimpegno sulla sicurezza. Manterremo altissima l’attenzione affinche’ i mezzi ci siano”.

I 44 uomini delle forze dell’ordine ‘liberati’ dall’arrivo dei militari sono in piu’ rispetto alle altre unita’ impiegate quotidianamente nel controllo del territorio su quattro fasce orarie: 12 pattuglie messe a disposizione dai commissariati di Polizia (Due Torri, Bolognina, Santa Viola), 28 pattuglie (di media) della volante, 12 gazzelle dei carabinieri, dalle quattro alle otto della Guardia di finanza. “A questo scheletro- precisa il questore Luigi Merolla- si aggiunge l’ulteriore muscolatura degli agenti in borghese dei commissariati”. Le tre pattuglie per turno della Mobile, piu’ i cinque-sei servizi straordinari a settimana incaricati del “controllo della movida” cittadina dalle 18 all’1-2 di notte.

giovedì 27 agosto 2009

Riforma del processo penale: l'autunno caldo

Girovagando in internet ho trovato questo articolo: è comparso oggi su http://www.informazione.it/ ... mi sembra un interessante punto di partenza per alcuni spunti che vorrei approfondire con gli studenti vecchi e nuovi del corso, dopo l'estate, nell'anno accademico che va iniziando.
" Riforma del processo penale: si prospetta un autunno caldo
Roma, 27/08/2009 (informazione.it - comunicati stampa) Dopo la riforma del processo civile, nell'autunno sarà la volta del processo penale. Il Ministro della Giustizia Alfano ed il vicepresidente del CSM Nicola Mancino hanno già avuto occasione di affrontare il tema della riforma in modo estemporaneo, durante un dibattito a Rimini in occasione del Meeting dell'amicizia. Dopo le polemiche dei mesi scorsi, i due si sono guardati bene dall'entrare nel dettaglio, limitandosi a dichiararsi pronti al dialogo. La riforma del processo penale è un tema particolarmente complesso e ricco di insidie, come dimostrato dalle numerose polemiche sollevate dal tema delle intercettazioni, che oggi rappresenta uno strumento cruciale per l'acquisizione di notizie di reato e che dopo la riforma prospettata dal Guardasigilli - che tornerà in discussione a settembre - potrebbe finire per essere svuotato della sua efficacia ed utilità. Dopo la riforma dei primi anni novanta, che ha trasformato il processo di stampo inquisitorio del Codice Rocco usando come modello il processo accusatorio americano, i ritocchi normativi al codice di procedura - spesso, secondo alcuni, frutto di rigurgiti di una mentalità inquisitoria mai archiviata - hanno finito per mettere insieme un modello ibrido e pasticcione, dove lo schema lineare del processo accusatorio è stato inquinato al punto da spingere parte della dottrina a rimpiangere il vecchio modello inquisitorio garantito. E facile prevedere che si tratterà di un autunno caldo, con dibattiti molto accesi e probabili scontri frontali violenti, e non resta che sperare che attraverso le difficoltà si riesca a produrre una riforma sensata, che possa allontanarsi dalla logica dell'intervento tampone o d'urgenza e che sappia risolvere i veri problemi del processo penale nel rispetto delle garanzie dell'indagato così come degli organi inquirenti. Qualunque sia l'esito del dibattito, è certo che le riforme si faranno e che tutti gli operatori del settore dovranno abituarsi alle novità, studiando le innovazioni e sperimentandole sul campo. "
P.S. date le promesse di festeggiamenti con tanto di bollicine in occasione della riattivazione del blog, comparse ieri su facebook, mi aspetto un bel commento da uno dei fedelissimi delle lezioni di quest'anno...

mercoledì 26 agosto 2009

Incontri con i laureandi della Cattedra

Nel mese di Settembre il Dott. Trapella gestirà due incontri con i laureandi della Cattedra:
  • Lunedì 7 Settembre 2009, dalle ore 14.30 alle ore 15.30, presso la sede di Ferrara
  • Mercoledì 9 Settembre 2009, dalle ore 13.30 alle ore 14.30, presso la sede di Rovigo

Sono invitati a partecipare gli studenti che già hanno chiesto la tesi in Diritto Processuale Penale e quanti che, pur non avendola ancora chiesta, sono interessati a ottenere informazioni in merito. L'incontro servirà, ai primi, per ottenere indicazioni sul lavoro già svolto e su quello ancora da svolgere (per fare, quindi, il punto della situazione); agli altri, come chiarimento sul metodo di lavoro, sulle tempistiche e sugli altri aspetti legati alla redazione e alla discussione dell'elaborato.

Torna il blog della Cattedra

Dopo l'estate torna attivo il blog della Cattedra di Diritto Processuale Penale (Prof. ssa Cristiana Valentini), dedicato agli studenti della Facoltà di Giurisprudenza dell'Ateneo ferrarese.
Il blog torna attivo con una veste nuova, ma la funzione rimane la stessa: mantenere aperto un dialogo tra chi vive l'Università ogni giorno, stimolando un confronto continuo su problematiche di spessore culturale, sociale e (perché no?) politico. Il blog, quindi, rimane uno spazio aperto: chiunque può dire ciò che pensa e fornire nuovi spunti alla discussione.
L'invito, quindi, è sempre lo stesso: leggete e commentate. Più i Vostri contributi saranno numerosi, maggiore sarà l'efficacia di questo spazio di confronto.